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Rimpianti, rimorsi o niente del tutto

“Ho cercato di rimanere incinta. È stato un percorso difficile, durato diversi anni. Ho provato anche con la Fivet. Fra l’altro, c’era questa narrativa che mi dipingeva come egoista, concentrata solo sulla carriera. Ora mi sento sollevata perché non c’è più l’incertezza. Non ci devo più pensare, è finita”, Jennifer Aniston, 53 anni, su “Allure”, novembre 2022.

La frase della star di “Friends” sembra detta da me. Non solo non ho avuto figli, ma non ho mai avuto quel desiderio istintivo, quel “battito animale”, quel richiamo profondo ad avere prole. E dire che ci ho provato. Non solo ad averne tecnicamente, ma a sentire anch’io quella spinta irrefrenabile che ha portato tutti gli esseri viventi ad avere una progenie. E’ l’istinto di sopravvivenza, la prosecuzione della specie, la volontà ancestrale che guida il mondo. E’ anche vero che le estinzioni di massa (una fra tutte, quella dei dinosauri) hanno interrotto bruscamente almeno 5 volte l’esistenza di esseri viventi sul nostro pianeta, da circa 450 milioni di fa in poi. E’ bastato un asteroide kamikaze e puff! quasi tutti gli esseri viventi sono scomparsi. Quindi tutto questo sforzo riproduttivo è andato un po’ a farsi benedire. Ma tant’è. Tignosi e testardi, i pochi sopravvissuti hanno continuato a moltiplicarsi e a evolversi per diventare più resistenti, più furbi, più resilienti. Se non avessero avuto l’impulso a riprodursi sarebbe finita lì.

Photo by Mike B, Pexels.com

Invece tutte le mie amiche, di ogni formato fisico e caratura estetica, di ogni ceto sociale, di ogni livello e provenienza, hanno avuto figli. A un certo punto della loro vita hanno sentito il richiamo della natura che hanno seguito con gioia e sono diventate mamme. Chi con parti facili e immediati, chi con travagli epocali e dolori da rimanerci secche (ma tanto dopo non te li ricordi), hanno avuto bambini ai quali (quasi tutte) si sono dedicate con dedizione. Poi, dopo un po’, la loro unione col papà del piccolo è finita, ma che importa: intanto avevano il loro bimbetto e chi se ne frega del padre, che in fondo era pure un rompicoglioni.

Io, zero. Nessun afflato. Nessun impulso. Niente struggimento davanti a un bebè. Cuore di pietra. Mio marito si sdilinquisce di fronte ai bambini e io sono devastata dal senso di colpa di non esser riuscita a dargli un erede – e dal non avere mai avuto l’irrinunciabile chiamata alla riproduzione.

Photo by Nicole Huber, Pexels.com

Parlando con un’amica anche lei senza figli, abbiamo ragionato sulla fine del nostri ceppi familiari. Suo fratello non ha figli, mia sorella una figlia sola che non ha figli, e siamo tutti grandi. Quindi – zac! – siamo due nuclei destinati all’estinzione. “Ne rimarrà uno solo, e poi manco quello”. Ci siamo messe a ridere come due sceme, pensando a questo dio che diceva “Questi mi sono venuti male, li termino”. Io sono atea, lei non so, ma abbiamo la stessa malattia autoimmune. Spesso tendiamo a ridere della vita più che a drammatizzare (inutilmente). E a concludere le riflessioni più con un “chi se ne frega” che con un “che dispiacere!”.

Io rido sulla mia vita, ma se guardo indietro vedo nebbia e foschia, panorami indistinti da cui fuggono ricordi talmente piccoli che non hanno la forza di piantarsi nella memoria come testimonianze di quanto bella ed emozionante sia stata la mia esistenza. Forse è scivolato via tutto anche perchè non ho mai deciso davvero. Né un progetto, né un futuro. Né un figlio.

Soundtrack: RYX, Sweat, video da youtube